GLI ASPETTI LEGALI DI UN ATTACCO PREVENTIVO - 2° PARTE


torniamo alla prima parte dell’articolo, l’attacco che ho appena sferrato si puo’ considerare pienamente giustificato? La situazione nella quale mi sono trovato presentava un pericolo imminente? Quali altre soluzioni avevo? In breve, ho dovuto reagire contro un soggetto ostile che si avvicinava in maniera minacciosa, dopo aver spostato violentemente il mio carrello della spesa, ignorando la mia dissuasione verbale (respinto in maniera non invasiva, tornava alla carica mostrando cosi la volontà di provocare un concreto danno fisico). Si evince quindi che non avevo altra possibilità se non quella di lanciare una azione difensiva preventiva contro il malintenzionato (reagire per non subire)
La mia reazione difensiva e’ stata proporzionale alla minaccia subita*? Entra nel merito l’articolo 55 del C.P. ECCESSO COLPOSO – eccesso che  puo’ essere nei MEZZI o ERRORE NEL FINE -> reato colposo
-   nel precedente articolo avevo parlato di proporzionalità riferito al suddetto articolo –
ecco che si apre un delicato capitolo inerente la Difesa Personale/Autoprotezione…siamo davvero capaci di mettere in atto una azione difensiva proporzionata alla minaccia in corso*? A parole si, in pratica pochi riuscirebbero a reagire in maniera bilanciata, in particolare dopo essere stati aggrediti. Ecco un altro motivo fondamentale per evitare (se possibile) uno scontro fisico, non essendo addestrati alla giusta reazione, molti potrebbero attuare una azione difensiva sproporzionata rispetto all’offesa subita e quindi essere successivamente indagati per eccesso colposo di legittima difesa. Un buon istruttore serio dovrebbe quindi insegnare a reagire in maniera fredda e chirurgica in modo da avere un pieno controllo emotivo, cosi da non perdere il lume della ragione. L'obiettivo ideale sarebbe incanalare questa “rabbia fredda” in una modalità ON – OFF cosi che possiamo “accenderla e spegnerla” a nostro piacimento. Se tutte le opzioni disponibili (evitare – scappare/dissuasione verbale/via di fuga) falliscono e la situazione sta per diventare critica, allora bisogna subito attivarsi!
*nel precedente articolo la mia reazione si e’ concretizzata in una palmata al volto (dolorosa ma non letale) seguita da una serie di ginocchiate all’interno della gamba piuttosto che ai genitali dove avrei potuto arrecare un danno molto grave: necessario quindi stabilire la giusta percussione calibrata sulla base della minaccia presente di fronte.
Ricapitolando l’argomento trattato non e’ possibile rispondere SI o NO in maniera secca alla domanda di fondo (un attacco preventivo e’ legittimo?), bisogna valutare ogni singola situazione e tutti i vari dettagli che solo un esperto di materia giuridica potrebbe cogliere in maniera esaustiva.
Per concludere, sottolineo nuovamente la necessità di elaborare una valida strategia di autoprotezione funzionale basata sulla consapevolezza – prevenzione - dissuasione verbale - uso del recinto - attacco preventivo: questi aspetti devono fungere come la nostra principale ed innata risposta a qualsiasi situazione nella quale ci  troviamo.
Argomento da approfondire in futuro, nessuna verità assoluta bensi un semplice punto di vista

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